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Il mondo NFT in Tribunale: il caso Soleymani vs Nifty Gateway

Il caso Soleymani contro Nifty Gateway LLC, giunto davanti alla Corte d’Appello del Regno Unito, rappresenta una intersezione unica fra questioni di arbitrato internazionale e di diritto dei consumatori legate ad un mondo ancora in evoluzione, quello degli NFT – Non-fungible Token (a questo link trovi una nostra pagina di approfondimento dedicata gli NFT).

Ma ripercorriamo innanzitutto i fatti.

L'asta incriminata e l'opera di Beeple

La vicenda, approdata ora nelle aule giudiziarie, ha avuto origine da un’asta tenutasi sulla piattaforma di Nifty Gateway nel 2021 in cui Amir Soleymani, imprenditore e collezionista di NFT, nell’ambito di un’asta classificata (c.d. “ranked auction”) ha offerto 650.000 $ per un NFT associato a un’opera d’arte chiamata “Abundance”, realizzata dall’artista noto con lo pseudonimo Beeple. Probabilmente vi ricorderete questo nome per il clamore mediatico che ha suscitato la vendita della sua opera più importante, Everydays, battuta all’asta da Christie’s al prezzo di 69 milioni di dollari!

Tornando ai fatti di questa vicenda, il ricorrente Soleymani, una volta compreso di aver partecipato ad una asta “classificata”, che ha meccanismi ben diversi rispetto ad un’asta convenzionale, si è rifiutato di pagare l’importo dovuto. La peculiarità delle aste classificate è che tutte le offerte presentate dai collezionisti sono pubblicamente visibili. Una volta che l’asta si è conclusa, i più alti offerenti riceveranno tutti una delle edizioni disponibili e pagheranno il relativo prezzo offerto. Quindi, se sono 20 le edizioni disponibili di un’opera, i primi 20 offerenti ne otterranno una copia, che solitamente differisce l’una dall’altra rispetta a specifici dettagli come texture, scelta dei colori o sfondo dell’opera.

In sostanza, Soleymani ha più volte ribadito che mai avrebbe offerto quella cifra se avesse saputo che stava partecipando ad una “ranked auction” e non ad un’asta convenzionale.

A quel punto, però, Nifty Gateway ha avviato un arbitrato a New York rivendicando i soldi offerti ne periodo d’asta da Soleymani, facendo leva su due clausole dei suoi termini e condizioni: la prima che dispone quale legge applicabile in caso di controversia quella dello stato di New York, indipendentemente dalla nazionalità e/o residenza dell’utente; la seconda, che permette la devoluzione di tali controversie ad uno specifico arbitrato situato proprio a New York (JAMS).

Soleymani, in sua difesa, ha contestato la giurisdizione dell’arbitrato avviando così un procedimento in UK, sostenendo la vessatorietà della clausola compromissoria (quella sull’arbitrato), in virtù della sua qualità di utente consumatore residente nel Regno Unito e della conseguente protezione prevista dalla normativa consumeristica che, a detta dello stesso Soleymani, troverebbe qui applicazione.

In breve, secondo la difesa di Soleymani, il contratto d’asta tra Nifty Gateway e Soleymani sarebbe un contratto B2C (business to consumer), con applicazione del Consumer Rights Act inglese (CRA) e del Civil Jurisdiction and Judgments Act (CJJA”).

Abundance, l'opera di Beeple al centro di questo caso.

Chi deve decidere sulla validità della clausola sull'arbitrato?

In primo grado l’Alta Corte ha ritenuto di non essere competente in merito alla validità della clausola compromissoria sospendendo il procedimento giudiziario e, di fatto, consentendo la prosecuzione dell’arbitrato a New York.

Ma di lì a poco, il 6 Ottobre 2022, la Corte d’appello d’Inghilterra e Galles, ribaltando la decisione di primo grado della High Court, ha invece dichiarato la propria competenza a decidere sulla base di una serie di ragioni.

Innanzitutto, si è precisato che il diritto dei consumatori del Regno Unito (Regno Unito) si applica nei mercati online come Nifty Gateway perché l’attività è diretta al Regno Unito, indipendentemente da “quanto globale, senza confini o decentralizzata” sia l’attività della piattaforma.

La devoluzione della causa ad un tribunale e non ad un arbitrato sarebbe dettata dall’importanza pubblica di una decisione in materia di diritto dei consumatori. Si legge infatti nella decisione che: “una delle peculiarità riconosciute dell’arbitrato, che spesso ha un valore importante in un contesto commerciale, è il suo carattere privato. Trasposta in un contesto di consumo, però, la privacy dell’arbitrato non è da considerare un “vantaggio” dal punto di vista dell’ordine pubblico. È invece importante che le decisioni sui diritti dei consumatori siano prese in pubblico. Possono avere valore di precedente. Le decisioni non sono solo a vantaggio del singolo consumatore nel caso in esame, ma a vantaggio dei consumatori come classe […] Le decisioni sui diritti dei consumatori dovrebbero normalmente essere prese in pubblico, in tribunale”.

C’è un altro tema interessante a cui ha voluto dare una risposta la Corte d’Appello, e che riguarda la qualifica del Sig. Souleymani come consumatore. Può essere definito tale chi offre 650.000 $ in un’asta per aggiudicarsi un’opera? Un collezionista di questo genere non avrebbe quindi le risorse per affrontare un arbitrato a New York? Perché allora invocare il diritto dei consumatori demandando la questione ad un tribunale?

Anche in questo caso ciò che prevarrebbe, secondo la Corte, sarebbe l’importanza di rendere pubbliche le decisioni in materia di diritti dei consumatori. Il caso che il signor Soleymani sta cercando di portare avanti avrà certamente implicazioni per i consumatori in generale nella giurisdizione inglese e, ad avviso della Corte, è importante che tali implicazioni siano considerate e giudicate in un luogo pubblico.

Attenzione, però, non è stata affermata la qualità di consumatore del Sig. Soleymani, ma si è soltanto deciso che a valutarlo dovrà essere un tribunale inglese e non un arbitrato a New York.

Ed ora cosa accadrà?

A questo punto, quindi, si attende l’esito del procedimento che avrà luogo in terra inglese nel quale si dovrà decidere, nel merito, se la clausola compromissoria inserita nei termini e condizioni di Nifty Gateway sia nulla rispetto al caso specifico.

Un procedimento che avrà enormi ripercussioni nel mondo NFT e sui rapporti tra collezionisti e marketplace globali.

In caso di vittoria di Soleymani i marketplace dovranno ripensare le loro strategie di risoluzione delle controversie, non potendosi più affidare, come è ormai prassi, ad arbitrati privati, con tutte le implicazioni che questo comporta anche in merito alla legge applicabile.

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